Ingredienti

Acido ialuronico: cosa fa davvero in un cosmetico

Idrata, rimpolpa in superficie, non fa miracoli. Come distinguere l'effetto reale dal marketing dei pesi molecolari.

Vasetto di crema e frutta su una rivista, composizione dall'alto

In un siero fa una cosa sola, ma la fa bene: trattiene acqua sullo strato superficiale.

In breveNei cosmetici l'acido ialuronico è un idratante di superficie. Siero e filler condividono solo il nome.

L’acido ialuronico compare negli INCI di sieri, creme, maschere e fondotinta, e intanto lo stesso nome si sente dal dermatologo per le iniezioni. Sembra lo stesso ingrediente dappertutto. Non lo è, o meglio: è la stessa molecola usata in modi che non c’entrano nulla l’uno con l’altro.

Cosa fa in un cosmetico

Una cosa sola, fatta bene: trattiene acqua. È un umettante, cioè una molecola che lega l’acqua e la tiene sullo strato superficiale della pelle. Il risultato è quello che in gergo si chiama effetto plumping: la pelle appare più piena e le linee sottili da disidratazione si vedono meno, perché la superficie è letteralmente più gonfia d’acqua.

La revisione di Bukhari e colleghi, che ha passato in rassegna gli studi clinici e preclinici sugli usi cosmetici, conferma questo quadro: le formulazioni topiche mostrano effetti su idratazione, elasticità percepita e aspetto delle rughe superficiali, ottenuti per via di idratazione e aumento temporaneo di volume dei tessuti molli. Rughe superficiali, appunto. Quelle scolpite restano dove sono.

In un siero, l’acido ialuronico non ringiovanisce niente: bagna. Che per la pelle disidratata è già moltissimo.

La storia dei pesi molecolari

Sulle confezioni si legge di acido ialuronico «a basso peso molecolare» che penetra in profondità e «ad alto peso» che resta in superficie. La prima parte è vera in senso fisico: i frammenti piccoli passano la barriera con più facilità di quelli grandi. La seconda parte, quella che conta — che penetrare equivalga a un effetto antirughe più forte — è sostenuta da prove molto più sottili di quanto il marketing lasci intendere. «Penetra di più» non è un risultato estetico, è solo un tragitto.

Nella pratica, un siero con acido ialuronico di qualunque peso fa soprattutto idratazione di superficie. La differenza fra un buon siero e uno mediocre sta altrove: nel resto della formula, nel veicolo, nella costanza con cui lo si usa.

Siero e filler: omonimia

Il filler iniettabile e il siero da banco condividono il nome e quasi nient’altro. Il primo è un gel cross-linkato posizionato sotto la pelle da un medico, con effetto volume che dura mesi. Il secondo è una soluzione acquosa che resta sopra la barriera e dura fino alla prossima detersione. Sapere questa distinzione evita due errori opposti: aspettarsi dal siero l’effetto del filler, e avere paura del siero per via dei rischi del filler.

Come usarlo senza sprecarlo

Essendo un umettante, dà il meglio su pelle leggermente umida e sotto una crema che sigilli: in ambienti molto secchi, applicato da solo su pelle asciutta, può dare la sensazione di tirare invece di idratare. Non è un’incompatibilità con altri attivi — convive con quasi tutto — quindi il posto sensato è presto nella routine, subito dopo la detersione.

Cosa non dicono i dati

Gli studi raccolti nella revisione sono eterogenei per formula, concentrazione e durata, e molti sono piccoli o sponsorizzati: l’effetto idratante è solido, tutto quello che sta oltre — stimolo del collagene, «ristrutturazione», ringiovanimento — resta nel territorio delle promesse. Un cosmetico all’acido ialuronico è un buon idratante con un ottimo ufficio stampa.

Da dove vengono i numeri

  1. Bukhari et al. — Hyaluronic acid, a promising skin rejuvenating biomedicine (Int J Biol Macromol, 2018)

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